Riforma condominiale, via libera per gli amici a 4 zampe. Grazie alla nuova riforma condominiale non sarĂ vietato ai migliori amici dellâuomo di stare nelle abitazioni dei rispettivi padroni. Animali in condominio. Cosa dice la riforma.Â
Animali in condominio. Cosa dice la riforma. Lâarticolo 1138 del Codice civile prevede infatti che âle norme del regolamentoâ condominiale non possano vietare il possesso o la detenzione di animali domestici. Inoltre,  con il decreto 13 marzo 2013  si dispone che âil gatto, come anche il caneâ vada valutato, ai fini di legge, come membro della famiglia e dunque, in virtĂš di queste ragioni, esso vada âcollocato presso il coniuge separato con regolamento di spese analogo a quello del figlio minoreâ.
Tuttavia, malgrado questa libertĂ nel poter tenere in casa i propri amici a 4 zampe, bisogna comunque rispettare delle regole: ad esempio, i padroni del cucciolo dovrebbero cercare di mantenere ordine e pulizia nellâintera area di passaggio, di usufruire del guinzaglio in ogni luogo e anche di una museruola, qualora lâanimale fosse pericoloso. Anzi, rimanendo in tema di animali aggressivi, i proprietari dovrebbero anche stipulare una polizza di assicurazione di responsabilitĂ civile per possibili danni causati dal cane a terzi.
E ancora, al fine di non nuocere alla quiete e allâigiene degli altri conviventi del condominio, Â gli animali non sono tenuti ad essere lasciati liberi di circolare negli spazi comuni in mancanza di idonee cautele o senza supervisione alcuna.
Ma non finisce qui: in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli per i quali si presentasse lâesigenza di richiedere la cessazione della turbativa per violazione delle norme sulle immissioni intollerabili ex articolo 844 del Codice civile, il condominio potrebbe anche  proporre la domanda di allontanamento dellâanimale dallâabitazione in base allâarticolo 700 del Codice di procedura civile.
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